Lo sviluppo del web
Internet, ovvero il World Wide Web, è ormai diventato una rete diffusa a livello mondiale. Questo sistema di comunicazioni, aperto e basato sull’interconnessione di computer sparsi in ogni angolo del pianeta, permette l’accesso all’informazione globale mettendo potenzialmente in grado ciascun utente di raggiungere qualsiasi altra persona collegata alla rete. Internet ha rivoluzionato il sistema delle telecomunicazioni, l’economia e lo stile di vita, ed è ormai diventato un elemento di uso quotidiano per centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.
Internet e i suoi albori
L’idea di costruire una rete informatica estesa, in grado di mettere in connessione un certo numero di computer situati anche a notevoli distanze fra loro, iniziò a svilupparsi verso la fine degli anni Cinquanta negli Stati Uniti ma fu solo nel 1969 che venne realizzato il primo collegamento funzionante fra computer di quattro università americane. Da allora la ricerca informatica proseguì, anche se per la prima diffusione a livello globale delle tecnologie della rete internet bisognò attendere gli anni Ottanta. Il vero e proprio boom di internet avvenne tuttavia nel decennio successivo: nel 1990 iniziò a diffondersi il linguaggio HTML per la visualizzazione degli ipertesti, mentre nel 1991 il CERN di Ginevra annunciò al mondo il lancio del World Wide Web in seguito al quale la rete acquisì in breve tempo una popolarità che andava anche oltre le più rosee aspettative.
Internet oggi
La rete globale dei computer che costituisce la struttura portante di Internet conta, secondo stime del 2011, circa due miliardi di utenti in tutto il mondo. Questa cifra è ancor più significativa se si pensa che, nel 1992, solo un milione di macchine erano connesse al World Wide Web. Oggigiorno Internet fa parte della vita quotidiana di moltissime persone, dal momento che consente l’accesso ad informazioni in tempo reale e la connessione ad altri utenti della rete. Grazie ad Internet molte procedure si sono semplificate, come ad esempio l’acquisto di biglietti aerei, la compilazione di moduli della pubblica amministrazione o la gestione delle proprie risorse finanziarie; questo strumento per molti costituisce anche un mezzo col quale lavorare, studiare e, naturalmente, divertirsi.
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Continua a leggereIl linguaggio HTML
Nel gergo informatico, l’acronimo HTML sta ad indicare HyperText Markup Language, tradotto letteralmente come “linguaggio di marcatura per ipertesti”. Questo particolare linguaggio viene impiegato per i documenti ipertestuali presenti su internet e consente di visualizzare un testo secondo una particolare formattazione, impaginazione o rappresentazione di tipo grafico. Contrariamente a quanto si possa pensare, non si tratta di un linguaggio di programmazione ma di una modalità di visualizzazione.
Storia ed evoluzione del linguaggio HTML
Il linguaggio HTML venne proposto ed inizialmente sviluppato verso la fine degli anni ’80 dai laboratori del CERN di Ginevra, dove al tempo stesso si lavorava in parallelo al protocollo HTTP (Hypertext Transfer Protocol) per il trasferimento delle informazioni sul web. Con la progressiva diffusione di internet l’HTML fu oggetto di modifiche e miglioramenti sino all’attuale versione, la 4.01, che risale al dicembre del 1999. La sintassi di questo linguaggio è stabilita dal W3C (World Wide Web Consortium) che si occupa del continuo perfezionamento dei protocolli e dei linguaggi internet. I documenti elaborati secondo questo formato si riconoscono per via dell’estensione .html o .htm.
Le funzionalità del linguaggio HTML
Il protocollo HTML viene utilizzato per assegnare alle diverse parti di un documento ipertestuale dei tag (etichette) che corrispondono ad una particolare formattazione, colore, link o funzione. Il computer che accede al contenuto di un sito web è in grado di interpretare questo codice “inserito” nel documento e quindi di visualizzarlo sullo schermo secondo le modalità designate dal programmatore. È importante sottolineare che l’HTML non ha lo scopo di organizzare l’aspetto “estetico” di un documento di testo, quanto piuttosto il suo contenuto logico. In questo modo, un documento è consultabile da ogni genere di dispositivo, da quelli più semplici a quelli dotati di migliori capacità grafiche. Per questo motivo, può accadere che lo stesso contenuto ipertestuale venga visualizzato in modo diverso su differenti dispositivi ed è proprio questa flessibilità ad aver garantito il grande successo di internet. I documenti HTML più moderni, oltre al testo, permettono di incorporare animazioni, elementi grafici e contenuti multimediali sia audio che video allo scopo di garantire all’utente una esperienza completa e gratificante.
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Continua a leggereAltri linguaggi di programmazione
Nel campo dell’informatica, i linguaggi di programmazione sono dei veri e propri idiomi “artificiali” con i quali si possono comunicare istruzioni ad una macchina o, più specificamente, ad un computer. Esattamente come le lingue parlate dalle persone, ciascun linguaggio di programmazione possiede una propria sintassi, ovvero la forma, una semantica, vale a dire il significato, e naturalmente di un lessico, cioè le vere e proprie “parole”. Esistono molti tipi di linguaggi di programmazione che vengono impiegati in diversi contesti, ciascuno con le sue caratteristiche, modalità di programmazione e specifici campi di applicazione.
I linguaggi imperativi e funzionali
Nei linguaggi di tipo imperativo, il programma è basato su una sequenza di istruzioni il cui scopo è la modificazione del contenuto della memoria del computer, oppure lo svolgimento di altre istruzioni. La programmazione è dunque incentrata su una particolare istruzione, detta istruzione di assegnazione. I linguaggi imperativi sono fra i più diffusi in informatica, come ad esempio C, Basic, Fortran, Pascal e Cobol.
I linguaggi funzionali vedono invece alla base del programma il calcolo del valore di una funzione. In questa tipologia di linguaggio gli elementi fondamentali sono rappresentati dalla lista, ovvero una sequenza di elementi ordinati a formare una struttura dati, e la ricorsione, ovvero l’impiego di una funzione che richiama se stessa. Un esempio di linguaggio funzionale è il Lisp.
I linguaggi dichiarativi e orientati ad oggetti
I linguaggi dichiarativi, o logici, sono basati sulla dimostrazione che una asserzione è vera. In questo caso i linguaggi vengono impiegati per la risoluzione di problemi che hanno a che vedere con le entità degli oggetti e le loro relazioni reciproche. In questo tipo di linguaggio, tipicamente, la parte dichiarativa è tenuta ben separata dalla parte procedurale. Alcuni diffusi programmi di questo tipo sono ad esempio Protolog, Mercury e Curry. Nei linguaggi orientati ad oggetti un insieme di algoritmi e dati, detti appunto “oggetti”, comunicano mediante messaggi all’interno del programma. La logica, quindi, è basata sull’interazione di tutti questi oggetti che vanno a costituire un programma come accade ad esempio in diffusi linguaggi quali Fortran, C++, Java, REALbasic, Smalltalk e Visual Basic.
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Continua a leggereContent Management System
Fra le numerose applicazioni che riguardano il mondo di internet, il Content Management System o Sistema di Gestione dei Contenuti (spesso abbreviato con CMS) rappresenta uno strumento di fondamentale importanza per la gestione dei siti internet. Questo software è installato su un server web e viene impiegato dall’amministratore di un sito in modo semplificato rispetto alla ‘classica’ programmazione web.
Il Content Management System e le sue funzioni
Il Content Management System è uno strumento software appositamente studiato per consentire anche a chi non è esperto della programmazione web di poter gestire in autonomia i contenuti di un sito internet. Per fare ciò esistono diversi tipi di Content Management System: i più diffusi sono i cosiddetti “generici”, che grazie alla loro duttilità permettono con una sola interfaccia di poter gestire diversi contenuti come, ad esempio, forum, blog o pagine informative organizzate secondo una gerarchia. Accanto a questi si possono trovare CMS specializzati, le cui caratteristiche di programmazione li rendono adatti solo per uno specifico tipo di contenuti web. Fra i linguaggi di programmazione più frequentemente utilizzati per i Content Management System vi sono PHP, .NET e ASP, che tuttavia sono irrilevanti per quanto riguarda le funzionalità che l’applicazione è in grado di svolgere.
La struttura del Content Management System
Dal punto di vista prettamente tecnico, il Content Management System non è altro che un’applicazione lato server che si suddivide in due sezioni: la prima, detta “back end”, consente l’amministrazione dei contenuti del sito ed accessibile solo dal programmatore, mentre la “front end” è quella che l’utente web si trova di fronte visitando il sito, e che viene tipicamente utilizzata per effettuare ricerche, navigare ed accedere ai contenuti. Tutto quello che figura in un sito web è archiviato in un database, e nell’ambito del CMS i contenuti possono essere virtualmente di qualunque tipo: documenti di testo e .pdf, video, fotografie, dati scientifici, applicazioni, e così via. Attraverso il CMS è possibile garantire un diverso accesso ai contenuti in base all’utilizzatore (ad esempio gruppi di utenti registrati, amministratore, ecc.), ed i contenuti stessi possono essere arricchiti dagli utenti che li caricano sul sito.
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